Impianti fotovoltaici installazione e chiavi in mano


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I VANTAGGI AMBIENTALI dgli impianti fotovoltaici

I ricavi per i proprietari di impianti

Vantaggi ambientali dei sistemi fotovoltaici in esercizio


Gli impianti fotovoltaici, durante il loro esercizio, non causano inquinamento dal punto di vista:

  • chimico - non producono emissioni, residui o scorie
  • termico - le temperature massime in gioco raggiungono valori non superiori a 60°C
  • acustico - non vi è emissione di rumore durante il loro esercizio.

La fonte fotovoltaica è l'unica che non richiede organi in movimento né circolazione di fluidi a temperature elevate o in pressione, e questo è un vantaggio tecnico determinante per la sicurezza dell'ambiente.
Producendo energia elettrica con i sistemi fotovotlaici non si utilizzano le fonti fossili (petrolio, carbone...) e
si evita l’immissione in atmosfera di seguenti inquinanti COx (gas serra) NOx (smog fotochimico) SOx (piogge acide).

Proviamo a calcolare il vantaggio ambientale di un impianto fotovoltaico

Vita utile impianto: 25 anni
Energy pay back time: 3 anni
Produzione annua: 1.300 kWh per kWp
Produzione nell'arco di vita (22 anni = 25 meno 3 anni): 28.600 kWh per ogni kWp
Risparmio di combustibile totale: circa 2,5 tep (1 tep = una tonnellata di petrolio equivalente=energia per 11.628 kWh)
Emissioni evitate (per ogni kWh si evita 0,53 kg di CO2): 15.158 kg di CO2
Ogni kWp di fotovoltaico installato produrrà durante la sua vita quanto si consuma nelle centrali convenzionali "bruciando" circa 2,5 tep.
Emissioni evitate: 15.158 kg di CO2 (0,53 kg di CO2 evitata per ogni kWh prodotto da fotovoltiaco)




Energia e rischi per l'ambiente nella fase di produzione dei moduli


Nella fase di produzione l'impatto ambientale è assimilabile a quello di qualsiasi industria o stabilimento chimico. Nel processo produttivo sono utilizzate sostanze tossiche o esplosive che richiedono la presenza di sistemi di sicurezza e attrezzature adeguate per tutelare la salute dei lavoratori. L'inquinamento prodotto in caso di malfuzionamento della produzione incide soprattutto sul sito in cui è localizzata la produzione.

A seconda della tipologia di pannello fotovoltaico si avranno differenti rischi. La produzione del pannello solare cristallino implica la lavorazione di sostanze chimiche come il triclorosilano, il fosforo ossicloridrico e l'acido cloridrico. Nella produzione del pannello amorfo troviamo il silano, la fosfina e il diborano. In conclusione, l'impatto ambientale della produzione dei pannelli solari FV è assimilabile a quello di una qualsiasi produzione industriale.

La scelta dei fornitori di moduli deve dipendere anche dalla capacità dell'azienda produttrice di gestiore le eventuali problematiche ambietali, miglioranto continuativamente le proprie prestazioni.


Fase della fine vita dei moduli


Un pannello fotovoltaico ha una durata di 25 anni, ben più lunga di qualsiasi bene mobile di consumo o di investimento. Al termine del loro ciclo di vita si trasformeranno in un rifiuto speciale da trattare identificato, ad oggi, come RAEE (rifiuto elettronico). Un modulo include sostanze tossiche come il rame, il piombo, il gallio, il selenio, l'indio, il cadmio e il tellurio. Ma include anche materiali di utile recupero e/o riutilizzo. La separazione e il recupero dei metalli è possibile. In Germania operano alcune aziende specializzate nel recupero dei materiali da pannelli fotovoltaici. Inoltre le aziende produttrici stanno dimostrando interesse diretto a produrre moduli con maggiore cura nel futuro recupero dei materiali per ovvi fattori di risparmio.







PV Cycle è l'associazione europea costituita dai produttori dei moduli fotovoltaici per assicurare lo smaltimento dei moduli danneggiati e il recupero di quelli esausti presso i centri che l'associazione ha allestito sul territorio europeo. Tra i materiali riutilizzati vi sono: il vetro, l'alluminio ed il silicio. Si tratta del cosiddetto circolo double green. Oltre ad utilizzare la luce del sole per la produzione di energia il riciclo consente di riutilizzare materiali altrimenti destinati a diventare rifiuti, diminuendone di conseguenza la quantità.



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